Estratto (#575)

575

Candida gemma violata,

ti hanno derubata del frutto già prima che fiorissi;

di te non rimane che il povero ramo spoglio di tutto.

Sconosciuto ti è il piacere di chi trova la vita

e di chi d’essa si fa passione.

La natura di chi è povero d’anima

ti ha sottratta la tua.

La sofferenza che riveli

è la tua sorda e profonda indifferenza. Chi più di lei.

Esisti.

Estratto (#492)

492

Terra che disegni i miei confini,

dove la mia natura vuol fuggire.

E così m’infrango voglioso di quella libertà che mi si nega

ma che mi spinge in ognuno dei miei giorni,

in ognuno dei miei momenti,

a cercar riparo fuori da questa prigione

che altri han ordito per me.

E mi divido in ogni istante dalle mie sorelle in questa prova

per cercare un anfratto in quella terra che mi ospiterà,

finché l’arsura non mi annullerà

ricordandomi che il mio tempo è finito,

che devo tornare al cielo.

Un giorno tornerò dalle mie sorelle,

un giorno tornerò…

e sarò di nuovo mare.

Così è stato, così è,

così per sempre sarà.

 

Estratto (#234)

234

Anche se avrei un gran bisogno di essere sanato

ho passato tutta la mia vita a sanare; una vita da ombra.

Ma le ombre

… non sono mai veramente apprezzate da alcuno;

ti seguono e ti sostengono non viste;

capita che ti volti e la scorgi,

la guardi, ti rivolti e continui a camminare.

L’ombra è scontata,

l’ombra è sempre lì che ti accompagna nel tuo viaggio;

si nasconde ai tuoi occhi e poi improvvisamente riappare;

la guardi di nuovo,

un’occhiata veloce per sapere che c’è,

e poi ti rivolti sereno

e seguiti a camminare.